IBAN e SEPA

Come l'Area unica dei pagamenti in euro ha reso l'IBAN l'unico codice che serve per un bonifico in euro.

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La SEPA, l'Area unica dei pagamenti in euro, è il motivo per cui la maggior parte degli europei usa il proprio IBAN ogni mese. Dentro la SEPA un bonifico in euro verso un altro paese funziona come uno nazionale, e l'IBAN è l'unico numero di conto che ti serve.

Cos'è la SEPA

La SEPA è un insieme di regole e schemi di pagamento comuni per i bonifici e gli addebiti diretti in euro. Secondo l'elenco dei paesi SEPA pubblicato dall'European Payments Council nel dicembre 2025, comprende 41 paesi:

  • i 27 Stati membri dell'Unione europea
  • Islanda, Liechtenstein e Norvegia, che fanno parte dello Spazio economico europeo
  • Albania, Andorra, Moldova, Monaco, Montenegro, Macedonia del Nord, San Marino, Serbia, Svizzera, Regno Unito e Città del Vaticano

Partecipano anche alcuni territori, come Jersey, Guernsey, l'Isola di Man e Saint-Pierre e Miquelon. Il Regno Unito è rimasto nella SEPA dopo l'uscita dall'UE, per decisione dell'European Payments Council nel 2019.

La SEPA riguarda i pagamenti in euro. Un bonifico in sterline, in franchi svizzeri o in un'altra valuta segue regole diverse, anche tra paesi SEPA.

Come l'IBAN è diventato obbligatorio

Il passo decisivo è stato il Regolamento (UE) n. 260/2012, il regolamento SEPA. Ha imposto alle banche di usare l'IBAN per identificare i conti e il formato XML ISO 20022 per i messaggi di pagamento, con queste scadenze:

Data Cosa è successo
1° febbraio 2014 Bonifici e addebiti diretti in euro nell'area dell'euro devono seguire le regole SEPA
1° agosto 2014 Fine del periodo di transizione per i vecchi formati nazionali nell'area dell'euro
1° febbraio 2016 Le banche non possono più chiedere il BIC per i pagamenti transfrontalieri
31 ottobre 2016 Scadenza per i paesi UE fuori dall'area dell'euro

Per i pagamenti nazionali il divieto di chiedere il BIC valeva dal 1° febbraio 2014, anche se i paesi potevano rinviarlo al 2016. Da allora al cliente basta indicare l'IBAN.

Ogni IBAN SEPA va accettato

L'articolo 9 del regolamento SEPA viene spesso chiamato divieto di discriminazione dell'IBAN, anche se il regolamento non usa questa espressione. Un'azienda che ti paga, o che riscuote da te un addebito diretto, non può pretendere che il tuo conto si trovi in un determinato paese dell'UE, purché il conto sia raggiungibile tramite la SEPA. Un datore di lavoro in Francia deve accettare un conto per lo stipendio in Germania, e una palestra in Italia deve accettare un addebito diretto su un conto spagnolo.

La regola vincola i paesi che applicano il diritto dell'UE. I paesi fuori dallo Spazio economico europeo che hanno aderito alla SEPA, come la Svizzera e il Regno Unito, partecipano agli schemi di pagamento senza essere vincolati dal regolamento.

Verifica del beneficiario

Dal 9 ottobre 2025, in base al Regolamento (UE) 2024/886, le banche dell'area dell'euro devono controllare gratuitamente, prima che tu confermi un bonifico, che l'IBAN inserito corrisponda al nome della persona o dell'azienda che stai pagando. Se nome e IBAN non corrispondono, la banca ti avvisa. Le banche dei paesi UE fuori dall'area dell'euro hanno tempo fino al 9 luglio 2027.

Con questo controllo il rischio che un IBAN di test faccia danni per sbaglio si riduce ancora: un IBAN generato non ha nessun nome associato, quindi un bonifico reale verso quell'IBAN verrebbe segnalato.

Cosa la SEPA non ha cambiato

La SEPA non ha creato un formato IBAN unico. Un IBAN tedesco ha ancora 22 caratteri e uno italiano 27, perché ogni paese mantiene il proprio BBAN; vedi Formati IBAN per paese. Quando Croazia e Bulgaria hanno adottato l'euro, nel 2023 e nel 2026, i loro formati IBAN sono rimasti gli stessi.

Fonti

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